OCEANO mare...
La leggenda del pianista sull'oceano
La leggenda del piansita sull'oceano,
del regista premio Oscar Giuseppe Tornatore, permette all'affascinante
personaggio del monologo Novecento di prendere vita, in un film
toccante, definito dallo stesso regista “un film
complicatissimo, che ha messo a dura prova tutti coloro che vi hanno
partecipato. Un'avventura difficile e bellissima che è
durata due anni... ”
“Da una nave si può
anche scendere ma dall'Oceano..." In queste poche parole è
racchiuso il mondo, il dramma e la leggenda di Danny Boodmann T.D.
Lemon Novecento, il più grande pianista che abbia mai
suonato sull'Oceano. La sua storia ce la racconta un trombettista
dall'aria malinconica e dallo spirito inquieto che ebbe occasione di
conoscerlo e di suonare con lui nei sei anni che trascorse a bordo del
Virginian, una grossa nave che agli inizi del secolo faceva la spoletta
fra l'Europa e l'America...
Era il primo mese del primo anno del '900 quando un vecchio marinaio
trovò, abbandonato in uno scatolone sul pianoforte della
sala da ballo della prima classe del Virginian, un bambino e
interpretando il fatto come un segno del destino decise di tenerlo con
sè come fosse suo figlio. Allevato nella sala macchine,
istruito con i risultati delle corse dei cavalli e coccolato da tutto
l'equipaggio, il ragazzino crebbe a bordo del piroscafo senza mai
conoscere un mondo diverso da quello galleggiante che gli aveva dato i
natali. Alla tenera età di otto anni emerse il suo talento
musicale: gli bastava mettere le dita sulla tastiera per dar vita ad un
insieme di suoni che avevano in sè qualcosa di sublime, di
magico. Così da adulto finì col diventare il
pianista dell'orchestra di bordo.
Pur esibendosi esclusivamente in mezzo all'Oceano, la notizia del suo
straordinario talento non tardò a diffondersi anche sulla
terra ferma, dove se da un lato accese l'interesse degli agenti
teatrali, dall'altro indispettì alcuni musicisti tanto che
qualcuno arrivò addirittura a sfidarlo ad un duello
all'ultima nota. Animato da una purezza angelica e sorretto da una
fervida immaginazione, riuscì, pur non varcando mai i
confini del suo mondo, a visitare i luoghi più impensati, a
respirarne l'aria e a coglierne i sapori ed i profumi. Così
come riuscì ad esistere senza essere mai nato e a suonare
divinamente il pianoforte senza aver mai letto uno spartito.”
Fonte: www.revisioncinema.com