La follia
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Religione e sessualità
La teoria della sessualità e il complesso edipico
La teoria della sessualità è l’aspetto più dirompente e che ha generato le maggiori opposizioni. Prima di Freud sessualità = genitalità, cioè: congiungimento con un individuo di sesso opposto al fine di procreare. Ma se ciò fosse vero resterebbero inspiegate la sessualità infantile, la sublimazione (trasferimento di una carica sessuale su oggetti non sessuali: lavoro, arte, scienza) e la perversione (=attività sessuale che ha rinunciato al fine riproduttivo e consegue il piacere come scopo indipendente). Freud vede la sessualità come un’energia suscettibile di dirigersi verso le mete più diverse e in grado di investire gli oggetti pił disparati. Freud la chiamò libido, pensandola come un flusso migratorio localizzato su alcune parti del corpo dette "zone erogene".
Inoltre Freud elaborò un’originale teoria della sessualità infantile, giungendo a definire i bambini come ‘esseri perversi polimorfi’, ossia: individui capaci di perseguire il piacere indipendentemente da scopi riproduttivi (perversi) e tramite i più svariati organi corporei (polimorfi). Freud sostiene che lo sviluppo psicosessuale del soggetto avvenga in tre fasi:

fase ORALE 0 - 1 ½ anni bocca principale attivitą del bimbo: poppare
fase ANALE 1 ½ - 3 anni ano funzioni escrementizie, fonte di piacere e interesse per il bimbo
fase GENITALE dopo il 3° anno genitali
fase FALLICA 1) la scoperte del pene attrae sia il maschio che la femmina che soffrono entrambi di un ‘complesso di castrazione’ (bimbo: possibile evirazione, bimba: prova invidia del pene ♣); 2) gli organi di eccitamento sessuale sono il pene e la clitoride
fase GENITALE (4-6 anni fino alla pubertà) organizzazione delle pulsioni sessuali sotto il primato delle zone genitali
♣ negli anni ’70 una corrente di femministe psicanaliste contesterà ciò, sottolineando l’ebraicità di Freud ed il suo atteggiamento maschilista

Complesso di Edipo: attaccamento libidico verso il genitore di sesso opposto e atteggiamento ambivalente (amore-odio) verso il genitore di ugual sesso. Questo complesso di sviluppa tra 3-5 anni, durante la fase fallica, e la sua risoluzione o meno determina la futura strutturazione della personalità.

La religione e la civiltà
La religione è un’illusione, appagamento dei desideri più antichi, forti e pressanti dell’umanità: sentirsi protetti contro i pericoli della vita. Per Freud, Dio è la proiezione psichica dei rapporti ambivalenti col padre terreno. Della civiltà, Freud dice che implica un ‘costo’ in termini libidici perché è costretta a deviare la ricerca del piacere in prestazioni sociali e lavorative; essa inoltre dà origine ad un Super-io collettivo, incarnato da norme e divieti.
L’antropologia dell’ultimo Freud è simile a quella di Schopenhauer e Hobbs: realista e pessimistica. Egli sostiene che la sofferenza è componente strutturale della vita, che ci costringe a patire nel corpo e nella psiche, a decadere e morire. Inoltre l’uomo è una creatura con aggressività istintiva e quindi la civiltà è un male minore rispetto a un’umanità-senza-società che possa dar sfogo a tutti i desideri dell’uomo. caricatura di Freud nella sua casa a Vienna, divenuta Museo
Ciò non vuol dire che Freud sia un difensore del disagio della civiltà, infatti egli è favorevole ad uno Stato che, pur non escludendo regole e sacrifici, cerchi di ridurre gli spazi di repressione e sofferenza, per limitare il prezzo da pagare allo stato civile.
Nei suoi ultimi scritti, Freud divise le pulsioni in due specie:
  • quelle erotiche che tendono a conservare e unire;
  • quelle aggressive-distruttive che tendono a distruggere, uccidere
Nella lotta tra Eros e Thanatos, Freud vede condensata l’intera storia del genere umano.